PIRALIDE DEL MAIS

14-lug-2017
Piralide del mais

Piralide del mais
 
La piralide del mais o Ostrinia nubilalis è una farfalla, o più tecnicamente un lepidottero che appartiene alla famiglia delle Crambidae. Per riconoscerla, si guarda alle caratteristiche fisiche: è di medie dimensioni e presenta un’apertura alare di 25-30 mm. Le femmine sono più grandi dei maschi. D’aspetto, quest’ultimi presentano delle ali di colore giallastro e delle variegature molto scure rispetto alle femmine. Le larve sono lunghe 20-25 mm, hanno una livrea dal colore giallo e grigiastro, e hanno un capo e un protorace bruno scuri.
 
DANNI DELLA PIRALIDE
 
Tra i principali insetti fitofagi del mais, in Italia la piralide del mais è diffusa soprattutto nelle regioni del nord e del centro. Le piante affette da una contaminazione sono danneggiate a livello delle foglie, dei culmi e le cariossidi a causa delle larve dell’insetto. Quest’ultime s’introducono nelle giovani foglie ancora arrotolate e le bucherellano. Le larve attaccano anche le guaine e penetrano nei culmi, e scavano delle gallerie profonde all’interno dei fusti. Tale azione sul culmo può indebolirlo a tal punto che esso si può spezzare e cadere. Quando le larve sono di seconda generazione, la loro azione è nefasta per le spighe e le cariossidi. La produzione del mais ne può essere pesantemente diminuita.
La piralide può inoltre dare luogo alla contaminazione da parte della micotossina fumosina, pericolosa per gli uomini e gli animali.


 

CICLO BIOLOGICO

La Piralide s’incrisalida in primavera, e le larve passano l’inverno dentro ai tutoli e ai culmi, in particolar modo nella parte basale. Nell’ultima fase del mese di maggio i prmi adulti fanno la loro apparizione e fino agli inizi di luglio ha luogo lo sfarfallamento. La deposizione delle uova (in genere una decina) da parte degli insetti femmina avviene nella parte inferiore delle foglie e sul culmo. 

Nelle regioni della Pianura Padana esistono due tipi di Piaralide. La razza chiamata monovoltina presenta solo una generazione annuale (con insetti che sfarfallano tra luglio e settembre) e l’altra razza, detta bivoltina, presenta due generazioni, come abbiamo visto in precedenza.


PIRALIDE DEL MAIS: LOTTA 

Per lottare contro la Piralide si può intervenire cercando di controllare la popolazione dell’insetto in modo chimico, biologico o agronomico.

Lotta agronomica

È auspicabile, quando la presenza dell’insetto è diffusa in una certa zona, di optare per delle varietà di mais resistenti.

Lotta chimica

Si adotta quando l’infestazione è su larga scala, dall’apparizione delle larve di prima generazione, per impedirne la penetrazione nel culmo. In caso di bisogno, il trattamento contro la piralide viene effettuato anche sulle larve di seconda generazione.

Lotta biotecnologica e biologica

Oltre a preparati che hanno un buon esito a base di Bacillus thuringiensis ssp. Kurstaki, un’altra tecnica prevede l’introduzione dell’Imenottero parassitoide oofago Trichogramma maidis.

Esistono infine delle tecniche nuove di biotecnologia provenienti dagli USA, che si avvalgono della ricombinazione genetica e rendono il mais resistente a questo tipo di problema.